Dopo una mostra archeologica

Forse qualcuno di voi si ricorderà di alcuni post dell’anno scorso, nei quali raccontavamo del nostro lavoro per organizzare una mostra.

Quella mostra –  “Archaeology&ME. Leggere l’archeologia nell’Europa contemporanea”  – è stata inaugurata  a Palazzo Massimo il 9 dicembre 2016 e si è conclusa il 23 aprile 2017, quindi pochi mesi fa.

Organizzata nell’ambito del progetto europeo NEARCH, la mostra esponeva le opere di cittadini europei che si sono interrogati sul ruolo dell’archeologia nell’Europa contemporanea.

Accanto a circa 80 fra dipinti e disegni, vi era anche una seconda sessione dedicata a presentare il punto di vista di noi archeologi: quale, cioè, sia per noi il ruolo dell’archeologia, o almeno alcuni dei suoi aspetti più rilevanti nella nostra società (strumento di inclusione, metodologia, indagine sull’uso del passato, ecc.).

Il catalogo che illustra questo percorso – in inglese ed italiano – è scaricabile gratuitamente dal sito.

Ma una volta terminata la mostra, è iniziato per noi organizzatori un lavoro non meno importante di analisi dei suoi risultati, a partire dai feedback che abbiamo ricevuto attraverso i social dai visitatori reali e virtuali.

E’ un lavoro complesso, ma indispensabile se vogliamo che il progetto – lungo e faticoso – di organizzazione dell’esposizione abbia un valore che va al di là dei contenuti della mostra stessa e offra delle indicazioni per migliorare la comunicazione e renderla sempre più efficace e in grado di rivolgersi ad un pubblico sempre più ampio.

Comunicando meglio creiamo le basi per una migliore sostenibilità della nostra disciplina… obiettivo fra i più urgenti visto che le risorse pubbliche scarseggiano sempre più, in Italia e altrove in Europa.