medioevo

Archeologia e ceramiche: non solo storie dalla terra ma anche storie “di terra”

GR.P.51

Ceramica ingobbiata e graffita prodotta a Pisa nel XVI secolo (Cinquecento) con al centro un decoro con viso femminile e capelli raccolti in una rete.

Il lavoro di un’archeologa può essere vario e complesso e chi come me è anche specializzata nello studio delle ceramiche del passato (che di terra sono fatte!) si troverà spesso a pover riscoprire e

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Le ceramiche appena ritrovate vengono lavate con acqua e spazzolino.

ricostruire le storie racchiuse nella terra o di terra composte.

Ecco, questo è il mio mestiere, raccontare le storie delle ceramiche e di coloro che le avevano create e utilizzare, capire le persone e le società del passato, i cambiamenti delle mode e delle tecnologie, i modi di produrre gli oggetti e quelli di utilizzarli o, una volta rotti, gettarli via.

Come ogni giorno, quindi, anche questo Day of Archaeology 2016 (svolto in un cantiere in corso di scavo nel centro storico di Pisa) si è composto di vari passaggi preliminari agli studi più approfonditi e alle ricostruzioni: gesti semplici che,

lentino

Si osservano le ceramiche in ogni particolare con l’aiuto di lentini d’ingrandimento: in laboratorio l’osservazione potrà essere fatta con microscopi ad ingrandimenti molto più alti.

partendo dalla scoperta delle ceramiche, permettessero di riconoscerle e comprenderne il potenziale informativo.

E allora la ceramica è stata lavata con un po’ di acqua fresca e uno spazzolino, e poi pazientemente fatta asciugare. Successivamente i diversi tipi di ceramiche sono stati divisi e contati, cercando di capire se le forme potranno essere ricostruite, e iniziando a descriverne i decori, le forme, le cronologie. Queste ultime saranno utili ai colleghi che scavano per datare gli strati e capire le epoche di ciò che si trova durante lo scavo (muri, pavimenti, ambienti ecc…).

Ogni ceramica viene fotografata, in modo che resti un

al lavoro

Si conteggiano i frammenti, si riconoscono le ceramiche e si trascrivono sui database informatici le informazioni ricavate.

archivio fotografico digitale di tutto, e poi imbustata con la sigla dello strato di provenienza e conservata in magazzini ordinati di cui viene stilato un elenco, per sapere sempre dove poterla ritrovare.

Si usano database elettronici per conservare le informazioni e osservazioni fatte sul cantiere, che potranno essere affinate con studi successivi con restauri delle forme e analisi di laboratorio e, una volta rielaborate per le mostre e/o le pubblicazioni, permetteranno non solo di conoscere il momento in cui, ad esempio, una casa fu creata o distrutta, ma ci porteranno a comprendere la vita nel medioevo

fotografo

Le ceramiche vengono fotografate e archiviate.

pisano.

Le ceramiche sanno raccontare storie bellissime, se solo si ha l’amore e la pazienza di ascoltarle!

Marcella Giorgio

Archeologa professionista, specializzata nello studio della ceramica medievale e postmedievale

https://pisa.academia.edu/MarcellaGiorgio

 

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